top of page

I Encontro do GLIM

La costruzione interazionale dell’identità nel discorso narrativo

Anna De Fina (Georgetown University)

Il tema dell’identità è uno dei più centrali negli studi di sociolinguistica e analisi del discorso. Fra i vari ambiti dell’analisi del discorso, lo studio della narrazione occupa una posizione prominente (De Fina & Georgakopoulou 2020) in quanto la narrazione è considerata una delle attività discorsive più importanti per quanto riguarda la costruzione di identità a diversi livelli. In questo intervento mi propongo di illustrare alcuni degli strumenti che gli analisti del discorso hanno a loro disposizione per studiare le identità nello storytelling.  In particolare mi focalizzerò sulla teoria del posizionamento (Bamberg 1997) e sul concetto di Cronotopo (Bakhtin 1981) per mostrare alcuni modi in cui si costruisce l’identità a livello discorsivo. Gli esempi che presenterò provengono da due progetti di ricerca: uno sulle esperienze linguistiche di donne latinoamericane negli Stati Uniti (De Fina & King 2011) e il secondo sulla costruzione dell’identità fra indigeni Mapuche in Chile (Merino, Becerra & De Fina). Nella prima parte della conferenza presenterò alcune considerazioni generali sullo studio dell’identità nel discorso. Parlerò dei diversi modi di concepire le identità e delle implicazioni che essi hanno per quanto riguarda l’analisi delle sue manifestazioni discorsive, soffermandomi in particolare sull’opposizione fra approcci essenzialisti e costruzionisti e caratterizzandone i principali assiomi. Discuterò poi le implicazioni teorico-metodologiche dell’affermarsi di approcci interazionisti nell’analisi delle identità. Nel campo degli studi della narrazione mi soffermerò anche brevemente sull’opposizione fra studi che si concentrano sulla costruzione interazionale delle identità e studi che si fondano sull’analisi delle storie di vita. Nella seconda parte della conferenza presenterò alcuni esempi di applicazione della teoria del posizionamento e del concetto di cronotopo all’analisi della costruzione di identità in interviste.

 

Bibliografia

Bakhtin, M. (1981). The dialogic imagination. Austin: University of Texas Press.

Bamberg, M. (1997). Positioning between structure and performance. Journal of Narrative and Life History 7, 1-4: 335-342.

De Fina, A. and King, K. (2011). Language problem or language conflict? Narratives of immigrant women’s experiences in the US. Discourse Studies, 13 (2),163-188.

De Fina, A. & Georgakopoulou, A. (2020) Rethinking Narrative: Tellers, Tales and Identities in Contemporary Worlds. In A. De Fina & A. Georgakopoulou (eds.) Handbook of Discourse Studies, pp. 91-114. Cambridge: CUP

Merino, M.A, Becerra, SZ. And De Fina, A. (2017) Narrative Discourse in the construction of Mapuche ethnic identity in context of displacement. Discourse and Society, 7, 60-80.

Anna De Fina è Professore di Lingua e Linguistica Italiana presso l’Università di Georgetown, Washington D.C., dove è anche capo del Dipartimento di Italiano. I suoi interessi di ricerca si concentrano sull’analisi narrativa e delle identità, sullo studio di comunità migranti e superdiverse, sui fenomeni del contatto linguistico e sull’analisi dell’interazione orale e digitale. De Fina ha pubblicato ampiamente in questi campi. Fra le altre pubblicazioni è autrice di Identity in Narrative: A study of immigrant discourse (John Benjamins 2003) e  Analyzing Narratives: Discourse and Sociolinguistic Perspectives (Cambridge University Press, 2012 con Alexandra Georgakopoulou). Ha inoltre curato diversi volumi fra cui i più recenti sono Narratives in the Digital World (John Benjamins, 2019 con Sabina Perrino) e Handbook of Discourse Studies (Cambridge University Press 2020, con Alexandra Georgakopoulou).

Il viaggio delle parole

Federico Croci (Università di Genova)

Fra il XIX ed il XX secolo milioni di persone attraversano l’Oceano intraprendendo un viaggio verso le Americhe in cerca di fortuna. Solo nell’ultimo quarto dell’800 s’imbarcano nel porto di Genova circa due milioni d’italiani, molti dei quali destinati a stabilirsi in forma permanente all’estero. Si tratta di un fenomeno che costringe i suoi protagonisti a lunghe, spesso definitive e dolorose separazioni dagli affetti familiari e dalla comunità di appartenenza. Un’esperienza che inizia proprio con la traversata oceanica, una sorta di rito di passaggio nel quale si concentra simbolicamente la condizione dell’emigrante, caratterizzata dal senso di sradicamento. I segnali tangibili di questo processo di frantumazione d’identità e dei tentativi di ricomposizione faticosamente ma ostinatamente messi in atto sono, appunto, le lettere che, con le fotografie, i diari e le memorie autobiografiche, consentono di ristabilire un punto di continuità con il passato e con la comunità di origine. I bastimenti solcano il mare con il loro carico di merci e uomini, accompagnati da una scia di parole e di scritture che costituiscono una testimonianza preziosa e, per certi aspetti, insostituibile per cercare di ricostruire aspettative, scelte, motivazioni, illusioni e speranze degli attori dell’evento che ha segnato in maniera indelebile gli orizzonti culturali e la memoria collettiva di tanta parte della popolazione italiana. Obiettivo centrale dell´intervento è seguire le tracce di questo viaggio di parole – attraverso l´analisi di documenti autografi, la maggior parte dei quali inediti – alla ricerca del filo rosso che unisce uomini, lingua e cultura, proprio in uno dei momenti costitutivi dell’italiano contemporaneo.

Federico Croci

Già professore a contratto di Storia Contemporanea presso l'Università degli Studi di Genova, dottore di ricerca in Storia Contemporanea per la stessa. È membro del comitato scientifico del Centro Internazionale di Studi sull'Emigrazione Italiana e del gruppo di ricerca dell’Archivio Ligure della Scrittura Popolare. Da dicembre 2004 ad agosto 2009 è stato Lettore di italiano presso la FFLCH-USP, ha coordinato il modulo Migrações presso LEER-USP.

I suoi interessi di ricerca riguardano la Prima guerra mondiale, il Fascismo e le migrazioni italiane, con particolare attenzione alle pratiche di scrittura delle classi subalterne. È autore di Scrivere per non morire (Genova, 1992); El baúl de la memoria (con G.Bonfiglio, Lima, 2002) Il sindaco tranviere (con D. Alfonso, F. Loreto, Roma, 2015), Memorie di carta (Genova 2018). Ha curato con M.L. Tucci Carneiro ed E. Franzina, História do Trabalho e Histórias da Imigração (São Paulo, 2010); sempre con M.L. Tucci Carneiro, Tempo de Fascismos (São Paulo, 2010).

bottom of page